venerdì 29 gennaio 2016

Palermo, lo Yoga come antidoto allo stress cittadino (tratto da Sicilia informazioni del 18/01/2016)


Secondo uno studio della Scuola Palermo Yoga negli ultimi anni si è rilevato un incremento della domanda di yoga, intesa come corsi regolari di pratica settimanale, residenziali intensivi per sperimentare la pratica all’interno di luoghi bucolici e domanda intesa anche come interesse culturale per l’approfondimento di testi metafisici sullo yoga.

Tale fenomeno è un riflesso della crescita dei desideri che lo yoga in qualche modo va a soddisfare. In oltre dieci anni di attività di insegnamento Palermo Yoga ha effettuato una stratificazione dei desideri e delle aspettative rispetto allo yoga. Ed ecco un elenco dei principali: la conquista di uno spazio personale in cui ritrovare il proprio equilibrio psicofisico, diminuire lo stress, risolvere problemi di postura, migliorare il proprio aspetto fisico, ridurre sintomatologie come mal di testa, mal di schiena, insonnia, dolore cronico e tendenza ad ammalarsi spesso. Tali desideri potrebbero sintetizzarsi in uno e cioè il bisogno di benessere, la gente vuole star bene.

Nella nostra era virtuale l’uomo è sempre più rivolto verso l’esterno, ha perso il contatto con le componenti più profonde di sé, tende ad allontanarsi dalla propria naturalità essenziale e ciò determina squilibrio, malessere e insoddisfazione. Nell’attuale contesto sociale lo yoga rappresenta un rimedio possibile. E’ una disciplina antichissima che ha origine in India 5000 anni fa, tramandata oralmente da maestro a discepolo. Pur essendo una disciplina nata in India, si inserisce spontaneamente in qualsiasi contesto, prescindendo dalle distinzioni culturali e sociali. E’ una disciplina universale che agisce sulla naturalità dell’individuo. L’individuo è considerato un’unità integra costituita da corpo, mente, energia e spirito. Attraverso le tecniche corporee, fisiche e respiratorie lo yoga tende ad unire queste essenze e a ripristinare la naturalità originaria dell’uomo.
Ma in che modo è possibile concretamente conseguire ciò e che tempi sono necessari? Lo chiediamo alla dottoressa Maria Cicero, insegnante e presidente di Palermo Yoga.

“E’ molto importante la costanza nella pratica, all’inizio è auspicabile seguire un corso per due volte a settimana, dopo, in maniera graduale, può diventare una pratica giornaliera. Sin dalle prime lezioni si colgono effetti di immediato benessere, ma soltanto una pratica continuativa e dedicata produce cambiamenti profondi e duraturi. Lo yoga non cambia oggettivamente nulla della vita materiale ma modifica l’atteggiamento mentale”.

Può descrivere come si svolge la lezione?

“La seduta dura un’ora e mezza e si svolge in un ambiente soffuso. Si incomincia con alcuni momenti di presa di coscienza dell’ambiente circostante, dello stato emotivo iniziale, della condizione del corpo, si sentono le parti in tensione e le zone morbide e rilassate. Si passa a sentire il respiro spontaneo, i pensieri e tutti i contenuti mentali che affiorano. La dimensione fisica consiste in una sequenza di posizioni cosiddette asana, che si svolgono dinamicamente e staticamente. Nel dinamismo il movimento si ferma prima di creare un corpo fisico, ci si muove come dei fantasmi, con la modalità di un corpo sentito vacuo. Nessun automatismo si instaura nel movimento, ogni posizione è sempre nuova, si dimentica lo schema corporeo e si rimane nell’esplorazione sensoriale del qui ed ora. Tutto si svolge ad occhi chiusi, non importa quanto ciascuno sia bravo, o ciò che esegue il vicino, ogni posizione che il praticante assume sarà diversa da quella dell’altro, ma se è eseguita con la presenza mentale e in sintonia con il respiro, sarà una posizione perfetta. La misura della perfezione quindi non è esteriore ma interiore. Nella staticità della posizione, invece, si possono esplorare ambiti dell’essere più sottili, come il dispiegarsi del respiro nelle varie parti del corpo e la sensazione dell’energia che scorre all’interno”.

Qual è l’elemento portante di tutta la pratica?
“È la consapevolezza, il rendersi conto attimo dopo attimo di ciò che accade, il posizionarsi nel momento presente, lasciando da parte ciò che è programmazione ed elaborazione. Lo yoga non è ginnastica pur presentandosi con una esteriorità fisica prevede un approccio globale che la distingue dalla ginnastica e che la eleva a disciplina. Esiste una dimensione fisica, una dimensione del respiro, una dimensione mentale, una dimensione emozionale e a livelli avanzati una dimensione energetica. Solitamente i partecipanti, dopo la lezione, escono soddisfatti dalla sala di yoga. I tratti dei volti sono distesi, hanno assaporato una diversa modalità esistenziale, che dona una carica in più, nel riprendere il contatto con il quotidiano secondo una prospettiva mutata”.

venerdì 4 dicembre 2015

Lo Yoga non porta a niente


L'evidenza di un movimento di yoga, di una posizione in un'arte marziale o di un gesto di danza necessita, per il suo compimento luminoso, una totale assenza d'intenzione. Nessun andare, niente posto per un compimento personale, unicamente la celebrazione di ciò che è.

Volontà vorrebbe dire intenzione, pensare che un movimento porta a qualcosa, lo Yoga non porta a niente. E' per questo che è un'arte, l'arte è gratuita, è quella la sua essenza. La pratica è fatta per la gioia di celebrare la vita. Non può esserci nessuna volontà là dentro. Senza attesa né domanda si esprime la gioia di vivere. Il corpo conosce il movimento giusto. In verità, non c'è mai volontà anche se decidete di alzare un braccio, si potrebbe scientificamente provare che il movimento psicologico di sollevare il braccio è cominciato qualche millesimo di secondo prima della vostra decisione. Ma l'ego con la sua immaginazione malata di voler dirigere, non ha questa sensibilità e immagina di decidere.
Eric Baret

venerdì 29 maggio 2015

Le emozioni secondo il Tantrismo del Kashmir

Abhinavagupta descrive le emozioni dalla collera alla meraviglia come altrettante strade per apprendere il divino quando vengono vissute in maniera non concettuale. L’emozione è psicologicamente neutra e tattilmente infinita. Quando la gioia, la paura , la tristezza sono accolti in una corporeità all’ascolto della vita, in colui che non lega l’emozione alla sua causa apparente, la stessa emozione, nella sua estrema dilatazione, si consumerà per poi riassorbirsi in una presenza non oggettiva. La pratica tradizionale del kashmir è fatta per rendersi disponibili all’emergere dell’emozione, contrariamente allo yoga definito classico che mira a contrastarla a superarla, ad accettarla, l’emozione che dimora in me non ha bisogno di essere giustificata, provata, formulata: ha bisogno di essere sentita. Perché possa svelarsi , liberarsi dalla sua causa apparente ed esprimersi in tutta la sua risonanza, il corpo deve diventare tutto ascolto. Libero dai preconcetti il sentimento non sarà vissuto secondo la vita psicologica ma come esperienza tattile, come un fuoco d’artificio sensoriale senza limiti: più si è liberi dall’immaginario, più è presente la capacità di accoglimento senza restrizione. Più si sviluppa la capacità di vivere un’emozione senza psicologia, più si rivela la meraviglia della vita in tutte le sue forme.

Cominciate ad osservare perché siete qui oggi. Cercandone la ragione, potreste scoprire il senso di una privazione interiore, una specie di fame che siete venuti a cercare di soddisfare qui. Prima di cominciare con la pratica bisogna comprendere che in realtà non vi è nulla da raggiungere è necessario eliminare ogni tipo di aspettativa, si propone infatti un processo di impoverimento. Nel momento in cui sarete completamente persuasi di ciò si produrrà un arresto. Ogni energia prima diretta verso un fine ritorna alla sua origine e voi sarete ricondotti alla vostra presenza. Quando il vedere e l’udire sono divenuti liberi da ogni motivazione, fine da raggiungere e intenzione l’intero corpo ascolta e voi potete sentire che l’ascoltare e il vedere si dissolvono in questa presenza. Da ultimo non c’è più un soggetto che vede né un oggetto che è visto c’è soltanto unità.

mercoledì 20 maggio 2015

Yoga estivo dal 3 giugno al 1 luglio 2015

Per coloro che vogliono continuare il corso yoga già intrapreso e per coloro che vogliono invece incominciare e sperimentare per un mese un corso di yoga estivo, si svolgerà in ambiente bucolico, a diretto contatto con la natura, immersi in un giardino tipico siciliano, un corso di Yoga non duale del Kashmir il lunedì e il mercoledì dalle 18,30 alle 20,00, presso la sede estiva di Palermo Yoga, in Via Costantino 13/B, Palermo. info 3382565648

martedì 31 marzo 2015

Lo Yoga può aiutare a risvegliare il Sè?

Quando accorda uno strumento musicale, è l'ascolto che la conduce ad accordarlo in modo perfetto e a suonarlo in modo perfetto. Allo stesso modo, soltanto l'ascolto la conduce ad una posizione perfetta e alla possibilità di riarmonizzare tutte le energie disperse. Questo ascolto la pone sulla soglia della consapevolezza silenziosa. Se lei pratica lo yoga per arrivare a qualcosa, allora lascia questa soglia. Lo yoga può persino diventare un ostacolo, perché può generare la persuasione che ciò che lei fondamentalmente è sia un fine che può essere raggiunto attraverso qualche sistema o progresso. E questo credere nel progresso la allontana ulteriormente da se stesso. Si liberi da questo bisogno di cercare la sicurezza in un'immagine. Quando ogni produzione ha fine,lei arriva a conoscere ciò che non è. Si estingue il riferimento al passato e ogni preconcetto ha termine, e lei è ricondotto alla soglia dell'ascolto silenzioso. Jean Klein, La naturalezza dell'essere.

venerdì 28 novembre 2014

Seminario intensivo di Yoga non Duale del Kashmir dal 13 al 14 dicembre 2014

Carissimi Amici di Palermo Yoga, Stiamo organizzando un Seminario intensivo di Yoga prima di Natale in ambientazione invernale, il luogo è molto bello, tipico paesaggio collinare dell'entroterra siciliano, si pernotta una notte all'interno di casette di legno, molto particolari e in perfetta sintonia con l'ambiente circostante. L'alimentazione è vegetariana ed è molto curata e utilizza prodotti biologici dell'Azienda. Si svolgerà dal 13 al 14 dicembre 2014 presso l'Azienda Agrituristica "Il Bevaio di Corleone" - Contrada Castro - Campofiorito (PA) a 66 km da Palermo. Vi invio la locandina con il programma e le informazioni dettagliate. I posti sono limitati le iscrizioni devono pervenire entro il 10 dicembre. Immersi nella natura riscopriamo con lo Yoga uno spazio rigenerante per il corpo e la mente. Il seminario è aperto a tutti praticanti e nuovi che vogliono vivere un’esperienza nello Yoga. Programma: Sabato 13 dicembre 2014 ore 10.00 arrivo e accoglienza 11.00/12.30 pratica di Yoga 13.00 pranzo 16.00/17.00 pratica di Yoga Nidra 18.00/19.30 pratica di Yoga 20.00 cena Domenica 14 dicembre 2014 ore 08.00/09.00 pratica di Saluto al Sole (Surya Namaskara) 9.30 colazione 11.00/12.30 pratica di Yoga 13.00 pranzo Tariffa pacchetto completo : € 100,00 + € 50,00 per iscrizione al corso incluso vitto e alloggio in camera doppia o tripla. Tariffa pacchetto ridotto (senza pernottamento, include due pranzi, una cena e una colazione) : € 60,00 + € 50,00 per iscrizione al corso. Ogni partecipante dovrà portare con sé un tappetino e una coperta. Si consiglia abbigliamento comodo. Le prenotazioni devono essere effettuate entro il 10 dicembre. INFO E PRENOTAZIONI: tel. 333 4278623 - 338 2565648

martedì 23 settembre 2014

Riprende il corso di Yoga non duale del Kashmir a partire dal 1 ottobre 2014

Dal 1 ottobre incomincia un nuovo corso di Yoga non Duale del Kashmir, presso la sede operativa di Via Umberto Giordano, 65, c/o lo Studio di Psicologia Cicero - D'Alessandro - Gelardi, a Palermo. Sono aperte le iscrizioni, i posti sono limitati quindi gli interessati devono affrettarsi per le prenotazioni. Lo Yoga non duale del Kashmir secondo la tradizione di Jean Klein e di Eric Baret si ispira a uno Yoga tradizionale e di massimo rigore. Il corso è aperto a tutti.