mercoledì 22 maggio 2013

Corso di Yoga estivo dal 3 al 26 giugno 2013

Per una pratica a diretto contatto con la natura, immersi in un giardino tipico siciliano, al profumo di zagara e rose appena sbocciate, dove l’elemento tattile olfattivo diventa anch’esso uno strumento di esplorazione sensibile. Sono aperte le iscrizioni al corso di Yoga estivo in via Costantino 13/ B (zona Cardillo lato montagna). Il corso sarà tenuto da Maria Cicero nei giorni lunedì e mercoledì dalle 18,30 alle 20,00.  I posti sono limitati.

INFO: info@palermoyoga.it-  338-2565648

domenica 20 gennaio 2013

"I coccodrilli non pensano" di E.Baret

"L'approccio tradizionale del Kashmir consiste nel constatare molto chiaramente cosa sono la macchina corporea e la macchina mentale. La pratica è mettersi a disposizione del corpo, lasciare che la struttura venga pacificata dall'intensità dell'ascolto  della nostra sensorialità in risveglio. Il corpo tattile si risveglia nella pratica, e partecipa al dissolversi del corpo schematico e condizionato. Il cervello diventa allora silenzioso, vivo, sensibile e immobile come un coccodrillo sulla riva: nè anticipazione, nè memoria, tranquillità senza inizio nè fine, silenzio bruciante di vita"

mercoledì 28 novembre 2012

Pranayama arte del respiro

Il testo che proponiamo oggi è un collage di elementi raccolti attraverso le conversazioni, i seminari, gli scritti (*) che Eric Baret propone nel cuore della sua trasmissione. Ho cercato di assemblare il tutto seguendo il più possibile l’armonia e la quiete che le parole di Baret trasmettono, cercando di trasferirne allo stesso tempo la densità e la leggerezza, rispettando soprattutto il senso profondo di quello che lui definisce “insegnamento tradizionale cachemiro”, Nell’intento di condividerle e diffonderle auguro a tutti una buona lettura e soprattutto Buona Vita … Franco H. Mignone, il tantrika A livello puramente tecnico, la parola energia è un concetto che varia l’interpretazione secondo il suo impiego: in fisica quantica, nello Yoga o in ogni ambito. Nello Sivaismo del Kashmir, è utilizzato il termine Spanda e si traduce con vibrazione. La vostra immagine del termine energia è sicuramente differente dalla mia, ne parliamo insieme essendo d’accordo, ma siamo d’accordo su qualcosa di diverso. Quando parliamo al livello dello Yoga Tantrico, affrontiamo un’arte di decostruzione di tutto a priori cerebrale. I circuiti di neuroni costruiti per difendere e affermare, sono poco a poco decostruiti dallo Yoga. Di conseguenza, lo Yoga Tantrico è proibito a tutte le persone che hanno problemi psicologici, perché bisogna essere in buona salute per imparare a morire giorno dopo giorno. Il tantrika, senza antagonismo, può entrare in quella destrutturazione tecnica dello Yoga e lasciare morire tutti i suoi concetti e le idee sull’energia, per divenire sensibile a ciò che è lì, senza nominarlo mai. La prima esperienza, quando ci si siede o ci si allunga sul tappeto e si smette di pensare il corpo, è un sentire non concettuale. Sentire che il corpo, per sua natura, passa da un cammino di pesantezza, di densità, di calore e arriva a un certo momento a ciò che possiamo definire vibrazione. Quella vibrazione è un vero sentire che non è né dentro né fuori. Nello Yoga Tantrico lasciamo ogni rappresentazione geografica d’essere situati in un corpo. Il corpo è percezione, vibrazione fatta del movimento della vita. La respirazione è una delle polarizzazioni di quel movimento… Quando un dinamismo precede l’esplorazione, come un’onda tattile che s’incarna poi psicologicamente, l’inspirazione fisiologica s’arresta e si sente un flusso di energia, che continua al di là di quell’arresto. Quell’onda ridiscende e inizia l’espirazione fisiologica; poi l’espirazione fisiologica s’arresta, ma non il prolungamento energetico e un’onda continua. L’entrare nel rito del Pranayama è quella scoperta, quel movimento tattile d’energia che precede, succede e irriga la respirazione fisiologica. L’inspirazione e l’espirazione diventano allora completamente passive e quell’onda completamente attiva. Un po’ come quando facciamo un movimento del braccio nell’acqua, il braccio si ferma mentre le ondulazioni dell’acqua continuano. Più esploro ciò che prolunga quei movimenti, più mi accorgo che dopo l’ispirazione il movimento dell’energia è sentito come una chiusura, una forma di silenzio. E’ un silenzio dell’ispirazione e dell’espirazione, ma non è un silenzio dell’energia. Durante il punto di riposo, un immenso dispiegamento dell’energia si produce, poi l’energia si concretizza nell’espirazione. L’espirazione si compie, l’energia si dispiega nel vuoto e qualcosa ricrea l’inspirazione. All’inizio dell’esplorazione i riposi sono vuoti in rapporto all’inspirazione e all’espirazione. Più tardi la disponibilità a quei momenti d’arresto, dopo l’inspirazione e l’espirazione fisiologiche, nei quali l’energia si prolunga, diventa il cuore di quell’arte magica. I due momenti d’arresto sono allora il punto faro della pratica, il sole e la luna dell’atto rituale. L’astro raggiante del riposo dopo l’inspirazione sarà poco a poco assorbito, divorato dalla luna nera del riposo dopo l’espirazione. La magnificenza della ritenzione positiva e la sua dissoluzione nel retroterra è l’essenza del Pranayama cachemiro. L’attenzione alla carezza dell’aria alle narici è un frammento importante dell’arte del Pranayama. Datevi senza restrizione a questa carezza. Non portate l’accento né sul ritmo, né sulla localizzazione (inferiore, mediana e superiore). Lasciate la sensazione delle narici diventare immensa come se prendeste l’aria a trenta centimetri davanti ad esse fino a trenta centimetri dietro la testa. Riportate il soffio di nuovo lì fino al punto di partenza di fronte alle narici. Risentite la grande distesa degli orifizi. Se non forzate il vostro ritmo naturale constaterete che la narice non si gonfia né all’inspirazione né all’espirazione. L’aspetto ‘animale’ della respirazione vi lascia e diventate coscienti delle correnti di energia. L’evocazione di certi profumi può aiutarvi: il gelsomino, la rosa, il profumo di qualcuno che amate. Sentite questi profumi andare e tornare. Queste evocazioni porteranno una grande sensibilità della struttura. Quando affinate la sensibilità, potete provare gli stessi elementi con una sola narice, senza chiudere l’altra con le dita. Mettendo l’accento su una sola narice, l’altra naturalmente sparirà. Ma soprattutto rendetevi conto del senso sacro del Pranayama. Datevi all’espirazione senza spingerla…andate con lei. Sentite che svuotate il corpo degli ingombri. E’ il conosciuto, la memoria che eliminate. Lasciate il riposo che segue essere un vero ‘lasciare la presa’. Non precipitatevi verso l’inspirazione, datevi a questo riposo. L’inspirazione zampilla tranquillamente senza bisogno. I diversi tempi appaiono in un’attenzione recettiva come i ritmi cosmici che creano e disfano i mondi. Il soffio sacralizza il corpo. Non abbiate fretta. Non aspettate nulla. Siate tutto ascolto. Scoprite la vostra sensibilità naturale.Quest’arte nella sua sottilità, tale e quale è insegnata nel Kashmir, è illimitata. Gli elementi suggeriti qui sono solo un frammento. Ne imparerete numerosi altri. Un giorno questi frammenti si riuniranno senza sforzo. La ricchezza della creazione è infinita e tutti questi aspetti sono sostenuti dall’energia, il soffio: Prana. Scopritela. Eric Baret Soltanto nei momenti successivi a questi percorsi di esplorazione della nostra componente più sottile, è finalmente comprensibile il significato autentico, la vera natura del Pranayama. La parola meditazione non può più essere intesa come ulteriore tappa, essendo istantaneamente e concretamente evocata fin dai primi istanti in questo modo di intendere e svolgere la pratica. Eric Baret riporta lo Yoga Tantrico alla sua essenziale natura di arte.

venerdì 28 settembre 2012

Tratto dal Discorso inaugurale del corso Yoga Tantrico del Kashmir 2012/13

....Benvenuti a tutti siamo giunti all’ottavo anno di attività di Palermo Yoga, vi ho voluti incontrare prima dell’inizio delle pratiche per parlare dello yoga, per accogliere dubbi e curiosità prima dell’inizio del corso. Il corso di Yoga Tantrico del Kashmir, così altisonante in realtà si basa su un approccio di estrema semplicità. Si tratta di un corso di Hatha Yoga con una forte attenzione all’approccio mentale e alla direzione del pensiero. Queste tecniche mirano ad affinare la sensibilità alle correnti essenziali della vita. Se siete qui oggi per seguire un corso di Yoga o per i “vecchi” per continuare a seguire la strada dello Yoga è perché la vostra aspettativa è diversa dall’ambiente palestra, lo Yoga offre un’occasione per poter evolvere, fisicamente, mentalmente e spiritualmente. Una cosa è certa chi pratica Yoga con regolarità sicuramente migliora il proprio stato di essere, tutti possono ...praticare lo Yoga e tutti ottengono dei benefici. Ciò che differenzia lo Yoga Tantrico del Kashmir dagli altri stili di Yoga è proprio l’approccio mentale, non bisogna affannarsi a fare ma bisogna tentare di fare il meno possibile, il nostro corpo e la nostra mente sono già abbastanza stressati dalle attività del quotidiano, qui si partecipa ad un processo di impoverimento, dobbiamo alleggerirci di tutti i normali contenuti del quotidiano, senza un’imposizione ma in maniera dolce e senza costrizioni, attraverso le sensazioni fisiche del momento si creerà un rendersi conto graduale di quanto il nostro corpo è un corpo di difesa di tensione e di reazione, quando il corpo di difesa si elimina si sente il corpo, il corpo originario, non è più un corpo chiuso ma è un corpo di spazio, non è un corpo personale ma è un corpo di energia. Questo percorso si effettua qui sul tappetino utilizzando le classiche posizioni, asana, dell’Hatha Yoga, ma lo stesso approccio mentale a poco a poco in maniera spontanea può trasporsi all’approccio del nostro vivere, e qui vi assicuro, se avrete la costanza e la pazienza nella pratica, vi accorgerete di come la vita sia magica e come possa concedervi doni inaspettati. Lasciare da parte l’ego nelle decisioni personali, in una fase della vita in cui si vuole evolvere, a volte ci apre scenari e soluzioni inaspettati . Si tratta di un percorso di avvicinamento alla naturalità dell’individuo a quelli che sono i propri ritmi vitali naturali che non sono più sentiti perché nascosti dall’oblio della vita di tutti i giorni. L’uomo infatti nella routine quotidiana vive nella dualità e si trova in balia degli eventi, se avviene un evento favorevole è felice, se avviene un evento spiacevole va in tilt nel dolore, lo Yoga aiuta a mantenere una direzione, una solidità anche nei momenti sfavorevoli e aiuta ad equilibrare la fisiologia fisica del corpo....[Maria Cicero]

domenica 9 settembre 2012

Corso di Yoga Tantrico Kashmiro 2012/13

Dopo la pausa estiva riprendono le pratiche Yoga, mercoledì 26 settembre alle 18,30, presso la nostra sede operativa, in Via Umberto Giordano, 152, a Palermo,si terrà la presentazione del corso di Yoga Tantrico Kashmiro 2012/13. Le pratiche riprenderanno lunedì 1 ottobre, è possibile sin da ora prenotare le lezioni di prova.

sabato 3 marzo 2012

"Lo Yoga mi fa finalmente dormire" di Giovanna Lo Giudice

Dopo tanti anni, davvero tanti, d'insonnia cronica, ho ripreso a dormire. A staccare la coscienza, a non sapere più nulla del mondo per alcune ore. A scoprire che è mattina e sembra passato solo un attimo. E chi se lo ricordava più.. e anche a ricordare i sogni. Ma questo è un altro discorso, se vogliamo. Direi così che cinque anni di yoga non sono passati per caso. E anche se fosse un caso, sarebbe proprio un bel caso.
Grazie anche a chi con pazienza e passione mi ha portata fino a qui. E buonanotte
[Giovanna Lo Giudice]

venerdì 20 gennaio 2012

Palermo Yoga allo Yoga Festival di Catania 10, 11 , 12 febbraio 2012

Carissimi Amici di Palermo Yoga,

Il 10, 11 e 12 febbraio si svolgerà a Catania il primo Festival dello Yoga in Sicilia, è un’occasione davvero unica per poter incontrare il mondo dello Yoga nell’attuale scenario Italiano ed estero, vi invio il link all’evento per potere prenotare on line le lezioni dei maestri autorevoli presenti.

Palermo Yoga sarà tra le scuole partecipanti all’evento, sabato 11 febbraio dalle 18,20 alle 19,10, all'interno delle freeclass dello Yoga Festival, condurrò una pratica dal titolo "La pratica sensibile dell'asana nel qui ed ora", secondo la tradizione del Tantrismo del Kashmir.

Vi invito a consultare il programma completo sul sito: www.yogafestival.it

Maria Cicero