venerdì 29 marzo 2019

Il turbine dei pensieri

Alla fine della pratica un’allieva scioglie Savasana e sembra un po’ agitata e infastidita.
Allieva:
Non sono riuscita a concentrarmi e avevo un turbine di pensieri.
Maria Cicero:
Non devi pensare di concentrarti e non devi cercare di acquietare i pensieri, se hai pensieri non puoi eliminarli mediante un atto di volontà, puoi semplicemente renderti conto della loro esistenza, se pensi di attenuarli non farai altro che potenziarli, devi invece metterti a guardarli da una posizione sovramentale, dunque, indirettamente potrà manifestarsi uno stato in  cui i pensieri si attenueranno.
E’ un luogo comune pensare che è bene non avere pensieri ed è male avere la mente piena di pensieri!
Vanno bene entrambe le situazioni, essendo i pensieri una forma di tensione mentale, la consapevolezza del turbine dei pensieri svela il funzionamento e attenua, come effetto spontaneo, la loro intensità

venerdì 19 ottobre 2018

Offrire lo Yoga è uno sforzo nobile e sacro


Sabato 22 settembre si è svolta l’inaugurazione della nuova sede, della Scuola di Yoga “Palermo Yoga”, in via Guglielmo Borremans, 9, (www.palermoyoga.it). C’è un’atmosfera di sacralità nell’aria, si diffondono odori di lavanda e olio essenziale di ylang ylang, qualcuno afferma  che sembra una Cappella…!! Direi, invece che sembra un Tempio, non nel senso religioso del termine, ma  nel significato naturale, che fa emergere, cioè, l’elemento sacro, contenuto nelle vite di ciascuno.
Si svolgono due pratiche di Yoga per l’occasione, la prima, è tenuta da Maria Cicero, insegnante e Presidente di Palermo Yoga, la seconda, da Aido Mangiaracina, insegnante dell’Associazione.
Introduce e saluta i partecipanti   Maria Cicero:             
“ Questo è un giorno molto   importante per la nostra Scuola, celebriamo questo spazio come nuova sede. Il nostro progetto di Yoga nasce nel 2005 sulla scia degli insegnamenti del Maestro Salvatore Sanfilippo, propone lo Yoga secondo l’impostazione rigorosa di una tradizione. Yoga nella cultura indiana rappresenta un Darshana, (devanāgarī दर्शन, dalla radice sanscrita drś, cioè "vedere" ), può essere tradotto “punto di vista”, è una delle sei Scuole del sapere, Samkhya, Nyaia, Vaisesika, Yoga, Mimansa e Vedanta. Queste Scuole incontrano trasversalmente tutti i rami del sapere e hanno come scopo l’indagine della Realtà. Nella cultura indiana non c’è contrasto tra i vari settori del sapere, “sono punti di vista”  di un’indagine conoscitiva e tutti conducono alla Realtà Ultima. Yoga dunque si trova all’interno di un apparato del sapere caratterizzato da rigore e serietà, Yoga  non è ginnastica  è una disciplina equiparabile ad una scienza”.      
Sbirciamo nella sala di Yoga, siamo incuriositi, desideriamo vedere l’allestimento, si entra a piedi scalzi, in silenzio e soltanto per praticare. Alle pareti ci sono le gigantografie di tre Yogini del Tamil Nadu, X sec. in posizione Siddhasana; cattura la nostra attenzione una grande immagine di Shiva, nella forma di un Ekamukhalingam, che simboleggia la coscienza pura e assoluta, la forma più dematerializzata della Realtà. Sulla parete nord alle spalle della postazione dell’insegnante, si trova un olio su tela, molto colorato e psichedelico, intitolato “Creazione e Dissoluzione”. Sintetizza in modo simbolico, il ciclo cosmico di creazione e dissoluzione dell’Universo e rispecchia contemporaneamente il funzionamento della coscienza.
Gli allievi sono seduti sui tappetini nell’attesa dell’inizio della lezione, qualcuno vorrebbe entrare per assistere e guardare, ma l’insegnante afferma che non è possibile rimanere nella sala senza praticare, lo Yoga non è qualcosa da guardare come un’esibizione di danza o di ginnastica artistica, è un’esperienza interiore che va vissuta direttamente, quindi, invita ad uscire dalla sala coloro che non praticheranno.
Nell’intervallo tra una lezione e l’altra osserviamo i volti distesi di coloro che escono dalla sala di Yoga, notiamo un vero e proprio effetto lifting, appaiono soddisfatti e rilassati, alcuni volti ricordano l’espressione illuminata delle statue di Jayavarman, imperatore- divinità dell’impero Khmer in Cambogia.
Adesso possono assaporare una tisana e dolci di mandorla e cioccolata,  raccogliamo impressioni a caldo: alcuni sono allievi fedeli e praticano da diversi anni, altri sono alla prima esperienza e pensano di incominciare il corso di yoga invernale, sono tutti molto soddisfatti.
Maria Cicero

giovedì 23 agosto 2018

Inaugurazione nuova sede a Palermo 22 settembre 2018 ore 17,00

Buongiorno a tutti,

Vi comunico che finalmente la nostra Associazione ha una  sede definitiva, in via Guglielmo Borremans, 9 a Palermo.
La nuova sede sarà inaugurata sabato 22 settembre 2018 alle 17,00.
Sarete tutti i benvenuti.
Presenteremo i nuovi corsi invernali e il programma della nostra Associazione.
Si svolgeranno per l'occasione due pratiche collettive una alle 17,30 condotta da Maria Cicero, l'altra alle 18,30 condotta da Aido Mangiaracina, seguirà un rinfresco con tisane e aperitivi.
Se volete partecipare ad una delle due pratiche è necessaria la prenotazione.

Vi aspetto

Cari saluti
Maria Cicero

mercoledì 23 maggio 2018

Residenziale Intensivo di Yoga dal 29 giugno al 1 luglio 2018

SEMINARIO RESIDENZIALE YOGA

“Il corpo sentito come vibrazione
apre lo spazio verso l’infinito”

Immersi negli splendori del parco delle Madonie

Palermo Yoga propone un’esperienza continua

 di Yoga  dall’alba al tramonto con

 

 Maria Cicero,  Aido Mangiaracina,

 Richard Morsanutto


dal 29 giugno al 1 luglio 2018
alla Masseria Rocca di Gonato
 Contrada Gonato – Castelbuono (PA)


info: info@palermoyoga.it – 338-2565648 - www.palermoyoga.it

Programma:

VENERDI

29 giugno

16.30
Registrazione dei partecipanti
17.30
Saluto ai partecipanti di Maria Cicero Presidente di Palermo Yoga
18.00/20.00
Pratica di Yoga non duale del Kashmir con Maria Cicero

Cena
SABATO

30 giugno

7.30/9.00
Pratica di Yoga  con Richard Morsanutto- Il risveglio delle percezioni -

Colazione
10.30/12.00
Pratica  di Hatha Yoga con Aido Mangiaracina
16.00/17.00   
Pranzo
Pratica di Mantra Yoga con Aido Mangiaracina
17.30 /19.30
Pratica di Yoga  con Richard Morsanutto

- La voglia di affermarsi e di ottenere qualcosa  -
Cena
DOMENICA

1 luglio

7.30/9.00
Pratica di Pranayama con Maria Cicero

Colazione
10.30 /12.00
Pratica di Yoga con Richard Morsanutto - L’istante presente brucia ogni intenzione -
12.15/12.45
Meditazione finale con Maria Cicero

Considerazioni  e saluto ai partecipanti

Pranzo


La quota di partecipazione è di € 230,00  incluso vitto e alloggio in camera doppia o tripla, è previsto un supplemento di € 15,00 a notte per la camera singola.

Ogni partecipante dovrà portare con sé un tappetino e una coperta. Si consiglia abbigliamento comodo. Le prenotazioni dovranno avvenire entro il 9 giugno versando un acconto non rimborsabile pari a € 100,00, il saldo di € 130,00 sarà versato direttamente in albergo. È possibile usufruire del centro benessere telefonando al 0921-600193.

giovedì 21 dicembre 2017

Riflessioni sullo Yoga tantrico del Kashmir

La motivazione all’approccio allo yoga è prevalentemente di tipo egoistico (motivi di stress, dolori e malesseri fisici ecc…..), l’intenzione che spinge è quella di migliorare il benessere psicofisico, ma lo yoga può dare una chiave di accesso ad una dimensione globale. L’approccio può limitarsi ad una componente esclusivamente fisica e cogliere il benessere indotto dagli asana vissuti esclusivamente in modo grossolano, oppure  può condurci ad  esplorare le potenzialità dello yoga, attraverso il sentire la vera natura dell’asana, l’asana può diventare una chiave di accesso verso dimensioni più sottili (corpo energetico e stato meditativo).
Lo yoga è diventato un fenomeno sociale, largamente diffuso, molto commerciale per alcuni aspetti, il consiglio è di dimenticare alcuni luoghi comuni dello yoga: rilassate il corpo, calmate la mente, eliminate le tensioni, allontanate i pensieri, concentratevi, in un’unica espressione l’invito è di abbandonare tutti quegli atteggiamenti che tendono a provocare qualcosa, se il corpo è teso dobbiamo semplicemente constatarlo, non dobbiamo volontariamente provocare lo scioglimento delle tensioni perché ciò è impossibile, le tensioni sono importantissime, lo scopo della posizione è rivelarmi le tensioni che erano nascoste, sentire la tensione fa sì che questa si liberi, dunque è la trasformazione della tensione. Ciò si traspone anche sul piano psicologico, quando c’è un conflitto non cerco più di appianare o rimuovere ma posso realmente sentirlo e a un certo punto il conflitto non sarà più conflittuale.
E’ chiaro che qualcosa durante la pratica bisogna pur fare un esercizio di volontà bisognerà esercitarlo per mettere in atto qualcosa…e allora come risolvere questo apparente paradosso? Non esercitare nessun atto di volontà e seguire ciò che viene detto di fare durante la pratica? Si può risolvere intendendo tutto ciò che vi dirò di fare durante la pratica  prendendolo come dei suggerimenti, dovete seguire soprattutto le sensazioni che emergono piuttosto che questi suggerimenti.
Cos’è e cosa si intende per yoga non duale o tantrismo del kashmir? Domanda ricorrente. La comprensione dello yoga non duale del Kashmir richiede tempo, perché non va soltanto compresa intellettualmente ma soprattutto attraverso la pratica.
Per cercare di spiegare il significato vorrei fare riferimento al concetto tradizionale indiano dell’universo la Realtà Suprema, l’Assoluto è Coscienza Assoluta, ente supremo e indifferenziato, aspetto statico Shiva, non appena questa coscienza si predispone a emanare un universo, essa si presenta come unità di due principi, Coscienza ed Energia, Shiva e Shakti, l’elemento statico e Assoluto e  l’energia, l’elemento dinamico. Ogni parte dell’universo, fisica o mentale, è espressione particolare di questo Assoluto. Il tantrismo è il ritorno  al principio originario, alla coscienza assoluta. Nella tradizione indiana, la coscienza, il silenzio, è simboleggiato come maschile, mentre la sua espressione nello spazio-tempo è simboleggiato come femminile. Il mascolino è la verità ultima, il principio metafisico. Il femminile è la sua proiezione.
Le più recenti teorie dell’Universo presentano un’impressionante similitudine rispetto a questa impostazione classica della Realtà, scienziati come Alain Aspect e David Bohm propongono un’idea olografica dell’Universo. Alain Aspect, fisico direttore di ricerca al CNRS (centro nazionale di ricerca scientifica, la più grande organizzazione di ricerca pubblica in Francia) effettuò esperimenti sulla correlazione quantistica fra particelle, negli anni 80 il suo team di ricerca scoprì che sottoponendo a determinate condizioni delle particelle subatomiche come gli elettroni, esse sono capaci di comunicare istantaneamente l’un l’altra a prescindere dalla distanza che le separa, sia che si tratti di qualche millimetro sia di diversi miliardi di chilometri. Questo fenomeno portò a due tipi di spiegazioni: o la teoria di Einstein (che esclude la possibilità di comunicazioni più veloci della luce) è da considerarsi errata, oppure più possibilmente le particelle sub-atomiche sono connesse non- localmente, esiste cioè qualcosa di non tangibile e non visibile che mantiene collegati gli atomi a prescindere dallo spazio (e quindi anche del tempo?). L a comunità scientifica ufficiale ha reagito negando la possibilità di fenomeni che oltrepassino la velocità della luce, l’esperimento di Aspect rivoluziona i vecchi postulati provando che il legame tra le particelle sub-atomiche è di tipo non-locale. David Bohm fisico americano dell’Università di Londra (La fisica dell’Infinito) sosteneva che le scoperte di Aspect implicassero l’esistenza di un Universo inteso come un’enorme ologramma (olos- la totalità-). Il motivo per cui le particelle subatomiche rimangono in contatto, indipendentemente dalla distanza che le separa, risiede nel fatto che la loro separazione è un’illusione e ad un qualche livello di realtà più profondo, tali particelle non sono entità separate, ma estensioni di uno stesso organismo fondamentale.
Sempre secondo il fisico americano, se le particelle ci appaiono separate è perché siamo capaci di vedere solo una porzione della loro realtà, la loro separazione è solo apparente. Tutto l’universo quindi sarebbe una proiezione di qualcos’altro e ad un livello più profondo tutte le cose sono collegate, tutto compenetra tutto e tutta la natura non è altro che un’immensa rete ininterrotta, un magazzino cosmico di tutto ciò che esiste, ogni particella esistente contiene in se stessa l’immagine intera. La struttura fisica del nostro corpo non è altro che una proiezione olografica della coscienza. Siamo pura coscienza che fa esperienza in un corpo siamo senza confini. quando il corpo di difesa si elimina si sente il corpo originario, non è più un corpo chiuso ma è un corpo di spazio, non è un corpo personale ma è un corpo di energia.
Il termine TANTRA  def. Deriva dalla radice tan che significa tendere, distendere, ma anche produrre, il vocabolo tantra significa telaio (lo strumento per tendere la trama di un tessuto), e poi anche struttura, sistema di riti e cerimonie, trattato dottrinale. Secondo uno schema tradizionale i tantra trattano della creazione, dissoluzione, culto, poteri sovrumani e unione con l’essere supremo.
La via tantrica è un modo per riavvicinarsi alle regole cosmiche, un modo di sentire i legami di unità con tutti gli esseri. Il tantrismo è l’arte di riconoscere la maestà della vita in tutte le espressioni.
Ma come si traspone tutto ciò nella pratica?

 Il mondo abbiamo detto è il riflesso della coscienza, il corpo ne è la rappresentazione più estrema è a questa contemplazione che ci porta l’arte dello yoga. L’approccio tantrico del Kashmir è semplice dal punto di vista concettuale ma è complesso nell’approccio completo perché siamo molto strutturati la pratica deve essere libera dai condizionamenti impressi nel corpo, la pratica è incentrata nel rendersi conto di quanto il nostro corpo è rigido, contratto, condizionato. Eredità di tutto il nostro passato, questa memoria si incontra sotto forma di tensioni, reazioni, aggressività.  Il riuscire a guardare quelli che sono i limiti fisici ce li fa trascendere. Esplorare il corpo senza tralasciare nessuno spazio. Senza interferenza del gradevole o dello sgradevole, dell’amare o del non amare, la non partecipazione psicologica alla postura è lo spazio indispensabile per scoprire le raffinatezze di quest’arte. Nella pratica si vuole esprimere il corpo vacuo che supera lo spazio fisico, e ciò che si vuol fare emergere nella pratica è il corpo di energia. Quindi è necessario smorzare la fisicità e l’impegno muscolare nelle posizioni. L’essenza dell’asana è la distensione, la mancanza di partecipazione muscolare durante la posizione permette poi un bagno di energia straordinario. Affrontare l’asana con un corpo vacante, l’accento sulla dissoluzione della postura, sulla fase di ritorno, la vibrazione del corpo avvertita come sensazione e il suo riassorbimento nel silenzio sono l’essenza della tecnica tradizionale del kashmir.
Maria Cicero

giovedì 7 settembre 2017

Dalla sensazione alla vibrazione

Quando si suscitano sensazioni riferite a  parti del corpo, non lasciare che rimangano localizzate nelle singole parti, ma lasciare che si espandano in tutto il corpo e che poi si dileguino nella parte posteriore della testa sulla nuca. Ad esempio distesi in posizione di savasana, si suscitano sensazioni agli occhi, parte anteriore degli occhi, parte posteriore, in alto, in basso, i globi oculari per intero, sentire contemporaneamente i palmi delle mani che sono a contatto con la terra, sensazioni alle piante dei piedi, simultaneamente. Lasciare libere le sensazioni che emergono di diffondersi in tutto il corpo, il loro amplificarsi da questi tre punti iniziali genera delle onde di propagazione che avvolgono il corpo in un'unica vibrazione e il corpo perde la sua consistenza fisica.
Maria Cicero