venerdì 19 ottobre 2018

Offrire lo Yoga è uno sforzo nobile e sacro


Sabato 22 settembre si è svolta l’inaugurazione della nuova sede, della Scuola di Yoga “Palermo Yoga”, in via Guglielmo Borremans, 9, (www.palermoyoga.it). C’è un’atmosfera di sacralità nell’aria, si diffondono odori di lavanda e olio essenziale di ylang ylang, qualcuno afferma  che sembra una Cappella…!! Direi, invece che sembra un Tempio, non nel senso religioso del termine, ma  nel significato naturale, che fa emergere, cioè, l’elemento sacro, contenuto nelle vite di ciascuno.
Si svolgono due pratiche di Yoga per l’occasione, la prima, è tenuta da Maria Cicero, insegnante e Presidente di Palermo Yoga, la seconda, da Aido Mangiaracina, insegnante dell’Associazione.
Introduce e saluta i partecipanti   Maria Cicero:             
“ Questo è un giorno molto   importante per la nostra Scuola, celebriamo questo spazio come nuova sede. Il nostro progetto di Yoga nasce nel 2005 sulla scia degli insegnamenti del Maestro Salvatore Sanfilippo, propone lo Yoga secondo l’impostazione rigorosa di una tradizione. Yoga nella cultura indiana rappresenta un Darshana, (devanāgarī दर्शन, dalla radice sanscrita drś, cioè "vedere" ), può essere tradotto “punto di vista”, è una delle sei Scuole del sapere, Samkhya, Nyaia, Vaisesika, Yoga, Mimansa e Vedanta. Queste Scuole incontrano trasversalmente tutti i rami del sapere e hanno come scopo l’indagine della Realtà. Nella cultura indiana non c’è contrasto tra i vari settori del sapere, “sono punti di vista”  di un’indagine conoscitiva e tutti conducono alla Realtà Ultima. Yoga dunque si trova all’interno di un apparato del sapere caratterizzato da rigore e serietà, Yoga  non è ginnastica  è una disciplina equiparabile ad una scienza”.      
Sbirciamo nella sala di Yoga, siamo incuriositi, desideriamo vedere l’allestimento, si entra a piedi scalzi, in silenzio e soltanto per praticare. Alle pareti ci sono le gigantografie di tre Yogini del Tamil Nadu, X sec. in posizione Siddhasana; cattura la nostra attenzione una grande immagine di Shiva, nella forma di un Ekamukhalingam, che simboleggia la coscienza pura e assoluta, la forma più dematerializzata della Realtà. Sulla parete nord alle spalle della postazione dell’insegnante, si trova un olio su tela, molto colorato e psichedelico, intitolato “Creazione e Dissoluzione”. Sintetizza in modo simbolico, il ciclo cosmico di creazione e dissoluzione dell’Universo e rispecchia contemporaneamente il funzionamento della coscienza.
Gli allievi sono seduti sui tappetini nell’attesa dell’inizio della lezione, qualcuno vorrebbe entrare per assistere e guardare, ma l’insegnante afferma che non è possibile rimanere nella sala senza praticare, lo Yoga non è qualcosa da guardare come un’esibizione di danza o di ginnastica artistica, è un’esperienza interiore che va vissuta direttamente, quindi, invita ad uscire dalla sala coloro che non praticheranno.
Nell’intervallo tra una lezione e l’altra osserviamo i volti distesi di coloro che escono dalla sala di Yoga, notiamo un vero e proprio effetto lifting, appaiono soddisfatti e rilassati, alcuni volti ricordano l’espressione illuminata delle statue di Jayavarman, imperatore- divinità dell’impero Khmer in Cambogia.
Adesso possono assaporare una tisana e dolci di mandorla e cioccolata,  raccogliamo impressioni a caldo: alcuni sono allievi fedeli e praticano da diversi anni, altri sono alla prima esperienza e pensano di incominciare il corso di yoga invernale, sono tutti molto soddisfatti.
Maria Cicero