venerdì 17 febbraio 2017
Giornata di Yoga Non duale del Kashmir alla Tonnara Florio di Palermo
Sabato 25 marzo 2017 stiamo organizzando un Seminario di Yoga Non duale del Kashmir con Maria Cicero, nel meraviglioso scenario della Tonnara Florio di Palermo. Incominceremo alle 10,00 con una presentazione e una pratica di Yoga Non duale del Kashmir, alle 12,00 seguirà un brunch vegetariano, nel primo pomeriggio si svolgerà una pratica di Yoga Nidra e un'altra pratica di Yoga non duale del Kashmir, fino alle 16,30. E' un'occasione per uscire almeno per un giorno dalle nostre matrici esistenziali e per sperimentare l'approccio allo Yoga secondo l'arte Non duale del Kashmir, così come trasmesso dal Maestro Eric Baret. Per iunformazioni 338-2565648, info@palermoyoga.it.
giovedì 7 aprile 2016
Residenziale estivo di Yoga dal 8 al 10 luglio 2016 nel Parco delle Madonie - Castelbuono (PA)
Immersi negli splendori del parco delle Madonie Palermo Yoga propone un’esperienza continua di Yoga dall’alba al tramonto con Maria Cicero, Aido Mangiaracina, Emilio Pennisi, dal 8 al 10 luglio 2016, alla Masseria Rocca di Gonato Contrada Gonato – Castelbuono (PA) .
Programma
VENERDI
8
LUGLIO
16,30
Registrazione
dei partecipanti
17,30
Saluto
ai partecipanti di Maria Cicero Presidente di Palermo Yoga
18,00
/ 19,30
Pratica
di Yoga non duale del Kashmir con Maria Cicero
19,45/20,15
Pratica
di meditazione Zen e campana di consapevolezza con Emilio Pennisi
20,30
Cena
SABATO
9
LUGLIO
7,30
/ 9,00
Pratica
con Emilio Pennisi – La serie di Sivananda -
9,15
/ 10,15
Colazione
10,30
/ 12,00
Pratica di Hatha Yoga con Aido Mangiaracina
13,00
Pranzo
17,00
/ 17,45
Pratica
di Mantra Yoga con Aido Mangiaracina –
Invocazione del sacro pranava OM-
18,00
/ 19.00
Pratica di Yoga Nidra con Maria Cicero
Spazio
per le domande
20,30
Cena
DOMENICA
10
LUGLIO
8,00
/ 9,30
Pratica di Hatha Yoga con Aido Mangiaracina
9,45
/ 10,30
Colazione
11,00
/ 11,30
Pratica
cinese dell’albero Zhan Zhu con Emilio
Pennisi
11,45/13,00
Pratica
con Maria Cicero - Le principali Mudra dello Hatha-yoga Pradipika -
Considerazioni
finali e saluto ai partecipanti
PRANZO
VENERDI
8
LUGLIO
16,30
Registrazione
dei partecipanti
17,30
Saluto
ai partecipanti di Maria Cicero Presidente di Palermo Yoga
18,00
/ 19,30
Pratica
di Yoga non duale del Kashmir con Maria Cicero
19,45/20,15
Pratica
di meditazione Zen e campana di consapevolezza con Emilio Pennisi
20,30
Cena
SABATO
9
LUGLIO
7,30
/ 9,00
Pratica
con Emilio Pennisi – La serie di Sivananda -
9,15
/ 10,15
Colazione
10,30
/ 12,00
Pratica di Hatha Yoga con Aido Mangiaracina
13,00
Pranzo
17,00
/ 17,45
Pratica
di Mantra Yoga con Aido Mangiaracina –
Invocazione del sacro pranava OM-
18,00
/ 19.00
Pratica di Yoga Nidra con Maria Cicero
Spazio
per le domande
20,30
Cena
DOMENICA
10
LUGLIO
8,00
/ 9,30
Pratica di Hatha Yoga con Aido Mangiaracina
9,45
/ 10,30
Colazione
11,00
/ 11,30
Pratica
cinese dell’albero Zhan Zhu con Emilio
Pennisi
11,45/13,00
Pratica
con Maria Cicero - Le principali Mudra dello Hatha-yoga Pradipika -
Considerazioni
finali e saluto ai partecipanti
PRANZO
info:info@palermoyoga.it - 338 2565648
info:info@palermoyoga.it - 338 2565648 |
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venerdì 29 gennaio 2016
Palermo, lo Yoga come antidoto allo stress cittadino (tratto da Sicilia informazioni del 18/01/2016)
Secondo uno studio della Scuola
Palermo Yoga negli ultimi anni si è rilevato un incremento della domanda di
yoga, intesa come corsi regolari di pratica settimanale, residenziali intensivi
per sperimentare la pratica all’interno di luoghi bucolici e domanda intesa
anche come interesse culturale per l’approfondimento di testi metafisici sullo
yoga.
Tale fenomeno è un riflesso della
crescita dei desideri che lo yoga in qualche modo va a soddisfare. In oltre dieci anni di attività di
insegnamento Palermo Yoga ha effettuato una stratificazione dei desideri e
delle aspettative rispetto allo yoga. Ed ecco un elenco dei principali: la
conquista di uno spazio personale in cui ritrovare il proprio equilibrio
psicofisico, diminuire lo stress, risolvere problemi di postura, migliorare il
proprio aspetto fisico, ridurre sintomatologie come mal di testa, mal di
schiena, insonnia, dolore cronico e tendenza ad ammalarsi spesso. Tali desideri
potrebbero sintetizzarsi in uno e cioè il bisogno di benessere, la gente vuole
star bene.
Nella nostra era virtuale l’uomo è
sempre più rivolto verso l’esterno, ha perso il contatto con le componenti più profonde
di sé, tende ad allontanarsi dalla propria naturalità essenziale e ciò
determina squilibrio, malessere e insoddisfazione. Nell’attuale contesto
sociale lo yoga rappresenta un rimedio possibile. E’ una disciplina
antichissima che ha origine in India 5000 anni fa, tramandata oralmente da
maestro a discepolo. Pur essendo una disciplina nata in India, si inserisce
spontaneamente in qualsiasi contesto, prescindendo dalle distinzioni culturali
e sociali. E’ una disciplina universale che agisce sulla naturalità
dell’individuo. L’individuo è considerato un’unità integra costituita da corpo,
mente, energia e spirito. Attraverso le tecniche corporee, fisiche e
respiratorie lo yoga tende ad unire queste essenze e a ripristinare la
naturalità originaria dell’uomo.
Ma in che modo è possibile
concretamente conseguire ciò e che tempi sono necessari? Lo chiediamo alla
dottoressa Maria Cicero, insegnante e presidente di Palermo Yoga.
“E’ molto importante la costanza
nella pratica, all’inizio è auspicabile seguire un corso per due volte a
settimana, dopo, in maniera graduale, può diventare una pratica giornaliera.
Sin dalle prime lezioni si colgono effetti di immediato benessere, ma soltanto una
pratica continuativa e dedicata produce cambiamenti profondi e duraturi. Lo
yoga non cambia oggettivamente nulla della vita materiale ma modifica
l’atteggiamento mentale”.
Può descrivere come si svolge la
lezione?
“La seduta dura un’ora e mezza e si
svolge in un ambiente soffuso. Si incomincia con alcuni momenti di presa di
coscienza dell’ambiente circostante, dello stato emotivo iniziale, della
condizione del corpo, si sentono le parti in tensione e le zone morbide e
rilassate. Si passa a sentire il respiro spontaneo, i pensieri e tutti i
contenuti mentali che affiorano. La dimensione fisica consiste in una sequenza
di posizioni cosiddette asana, che si svolgono dinamicamente e staticamente.
Nel dinamismo il movimento si ferma prima di creare un corpo fisico, ci si
muove come dei fantasmi, con la modalità di un corpo sentito vacuo. Nessun
automatismo si instaura nel movimento, ogni posizione è sempre nuova, si
dimentica lo schema corporeo e si rimane nell’esplorazione sensoriale del qui
ed ora. Tutto si svolge ad occhi chiusi, non importa quanto ciascuno sia bravo,
o ciò che esegue il vicino, ogni posizione che il praticante assume sarà
diversa da quella dell’altro, ma se è eseguita con la presenza mentale e in
sintonia con il respiro, sarà una posizione perfetta. La misura della
perfezione quindi non è esteriore ma interiore. Nella staticità della
posizione, invece, si possono esplorare ambiti dell’essere più sottili, come il
dispiegarsi del respiro nelle varie parti del corpo e la sensazione
dell’energia che scorre all’interno”.
Qual è l’elemento portante di tutta
la pratica?
“È la consapevolezza, il rendersi
conto attimo dopo attimo di ciò che accade, il posizionarsi nel momento
presente, lasciando da parte ciò che è programmazione ed elaborazione. Lo yoga
non è ginnastica pur presentandosi con una esteriorità fisica prevede un
approccio globale che la distingue dalla ginnastica e che la eleva a
disciplina. Esiste una dimensione fisica, una dimensione del respiro, una
dimensione mentale, una dimensione emozionale e a livelli avanzati una
dimensione energetica. Solitamente i partecipanti, dopo la lezione, escono
soddisfatti dalla sala di yoga. I tratti dei volti sono distesi, hanno
assaporato una diversa modalità esistenziale, che dona una carica in più, nel riprendere
il contatto con il quotidiano secondo una prospettiva mutata”.
venerdì 4 dicembre 2015
Lo Yoga non porta a niente
L'evidenza di un movimento di yoga, di una posizione in
un'arte marziale o di un gesto di danza necessita, per il suo compimento
luminoso, una totale assenza d'intenzione. Nessun andare, niente posto per un
compimento personale, unicamente la celebrazione di ciò che è.
Volontà vorrebbe dire intenzione, pensare che un
movimento porta a qualcosa, lo Yoga non porta a niente. E' per questo che è
un'arte, l'arte è gratuita, è quella la sua essenza. La pratica è fatta per la
gioia di celebrare la vita. Non può esserci nessuna volontà là dentro. Senza
attesa né domanda si esprime la gioia di vivere. Il corpo conosce il movimento
giusto. In verità, non c'è mai volontà anche se decidete di alzare un braccio,
si potrebbe scientificamente provare che il movimento psicologico di sollevare
il braccio è cominciato qualche millesimo di secondo prima della vostra
decisione. Ma l'ego con la sua immaginazione malata di voler dirigere, non ha
questa sensibilità e immagina di decidere.
Eric Baretvenerdì 29 maggio 2015
Le emozioni secondo il Tantrismo del Kashmir
Abhinavagupta
descrive le emozioni dalla collera alla meraviglia come altrettante strade per
apprendere il divino quando vengono vissute in maniera non concettuale.
L’emozione è psicologicamente neutra e tattilmente infinita. Quando la gioia,
la paura , la tristezza sono accolti in una corporeità all’ascolto della vita,
in colui che non lega l’emozione alla sua causa apparente, la stessa emozione,
nella sua estrema dilatazione, si consumerà per poi riassorbirsi in una
presenza non oggettiva. La pratica tradizionale del kashmir è fatta per
rendersi disponibili all’emergere dell’emozione, contrariamente allo yoga
definito classico che mira a contrastarla a superarla, ad accettarla, l’emozione
che dimora in me non ha bisogno di essere giustificata, provata, formulata: ha
bisogno di essere sentita. Perché possa svelarsi , liberarsi dalla sua causa
apparente ed esprimersi in tutta la sua risonanza, il corpo deve diventare
tutto ascolto. Libero dai preconcetti il sentimento non sarà vissuto secondo la
vita psicologica ma come esperienza tattile, come un fuoco d’artificio
sensoriale senza limiti: più si è liberi dall’immaginario, più è presente la
capacità di accoglimento senza restrizione. Più si sviluppa la capacità di
vivere un’emozione senza psicologia, più si rivela la meraviglia della vita in
tutte le sue forme.
Cominciate
ad osservare perché siete qui oggi. Cercandone la ragione, potreste scoprire il
senso di una privazione interiore, una specie di fame che siete venuti a
cercare di soddisfare qui. Prima di cominciare con la pratica bisogna
comprendere che in realtà non vi è nulla da raggiungere è necessario eliminare
ogni tipo di aspettativa, si propone infatti un processo di impoverimento. Nel
momento in cui sarete completamente persuasi di ciò si produrrà un arresto.
Ogni energia prima diretta verso un fine ritorna alla sua origine e voi sarete
ricondotti alla vostra presenza. Quando il vedere e l’udire sono divenuti
liberi da ogni motivazione, fine da raggiungere e intenzione l’intero corpo
ascolta e voi potete sentire che l’ascoltare e il vedere si dissolvono in
questa presenza. Da ultimo non c’è più un soggetto che vede né un oggetto che è
visto c’è soltanto unità.
mercoledì 20 maggio 2015
Yoga estivo dal 3 giugno al 1 luglio 2015
Per coloro che vogliono continuare il corso yoga già intrapreso e per coloro che vogliono invece incominciare e sperimentare per un mese un corso di yoga estivo, si svolgerà in ambiente bucolico, a diretto contatto con la natura, immersi in un giardino tipico siciliano, un corso di Yoga non duale del Kashmir il lunedì e il mercoledì dalle 18,30 alle 20,00, presso la sede estiva di Palermo Yoga, in Via Costantino 13/B, Palermo. info 3382565648
martedì 31 marzo 2015
Lo Yoga può aiutare a risvegliare il Sè?
Quando accorda uno strumento musicale, è l'ascolto che la conduce ad accordarlo in modo perfetto e a suonarlo in modo perfetto. Allo stesso modo, soltanto l'ascolto la conduce ad una posizione perfetta e alla possibilità di riarmonizzare tutte le energie disperse. Questo ascolto la pone sulla soglia della consapevolezza silenziosa. Se lei pratica lo yoga per arrivare a qualcosa, allora lascia questa soglia. Lo yoga può persino diventare un ostacolo, perché può generare la persuasione che ciò che lei fondamentalmente è sia un fine che può essere raggiunto attraverso qualche sistema o progresso. E questo credere nel progresso la allontana ulteriormente da se stesso. Si liberi da questo bisogno di cercare la sicurezza in un'immagine. Quando ogni produzione ha fine,lei arriva a conoscere ciò che non è. Si estingue il riferimento al passato e ogni preconcetto ha termine, e lei è ricondotto alla soglia dell'ascolto silenzioso. Jean Klein, La naturalezza dell'essere.
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